COSA PENSO SU ISRAELE E PALESTINA E SU EBREI E ARABI

Pietro Nardella-Dellova

 

Di seguito della mia conferenza su Israele e Palestina, lo studente ha posto tre domande casuali:

 

  1. Cosa penso dei popoli arabi

 

Esprimo una visione di profondo rispetto per i popoli arabi, difendendone la dignità e il diritto all’autodeterminazione, e rifiutando al contempo ogni forma di odio o discriminazione nei loro confronti. La mia posizione è guidata dall’umanesimo, dall’etica e da una difesa intransigente dei Diritti Umani.

I punti centrali del mio pensiero includono:

 

  • Difesa del popolo palestinese: Sono un convinto sostenitore del riconoscimento globale dello Stato arabo-palestinese, sostenendo che tale riconoscimento “dignifica un Popolo REALE e il diritto all’autodeterminazione.” Per me, questo riconoscimento è una questione di “Etica Ebraica e Diritti Umani.”

 

  • Rifiuto dell’odio e della discriminazione: Condanno fermamente l’odio contro gli arabo-palestinesi, così come condanno l’odio contro gli ebrei. Citando le mie stesse parole: “Non esiste libertà di espressione per incoraggiare lo stupro e la morte di uomini e donne ebrei, né per incoraggiare e celebrare la morte di arabo-palestinesi!”

 

  • Visione universalista ed etica ebraica: Il mio approccio è radicato in un’interpretazione umanista dell’ebraismo che valorizza l’universalismo e la giustizia sociale. Ciò mi spinge a difendere la coesistenza pacifica e l’uguaglianza tra tutti i popoli, indipendentemente dalla loro origine etnica o religione.

 

  • Critica dell’occupazione e dell’estrema destra: Critico esplicitamente l’occupazione dei territori palestinesi e le azioni dei gruppi di estrema destra, sia in Israele che altrove, che si oppongono alla pace e al riconoscimento dei diritti arabi.

 

Conclusione: In definitiva, mostro una posizione di solidarietà e rispetto per i popoli arabi, sostenendo la coesistenza, il dialogo e il riconoscimento dei loro legittimi diritti, schierandomi decisamente contro ogni forma di razzismo, pregiudizio o conflitto.

 

  1. Cosa penso degli ebrei

 

Sono ebreo, e la mia visione degli ebrei è quella di chi affronta la realtà intrecciando la propria eredità culturale, etica e storica direttamente nella propria identità e nel proprio lavoro accademico. Mi allineo a una “sinistra ebraica” e difendo un’interpretazione umanista e libertaria dell’ebraismo.

 

I punti centrali del mio pensiero includono:

 

  • Identità personale e patrimonio culturale: Sono un ebreo italiano, proveniente da una famiglia dell’antico ghetto di Napoli, e porto con me il “legato culturale ebraico derivante da millenni di storia.” La mia identità ebraica è centrale nella mia visione del mondo.

 

  • Ebraismo umanista e libertario: Vedo l’ebraismo non solo come una religione dogmatica, ma come una tradizione etica ed emancipatoria. La mia tesi di dottorato, ad esempio, esplora le “affinità elettive” tra Ebraismo e Diritti Umani, suggerendo che la tradizione ebraica offra i fondamenti stessi per un’etica universalista.

 

  • Impegno per la giustizia sociale (Tsedakah): La mia visione sottolinea il principio ebraico della Tsedakah (giustizia/carità) e l’importanza vitale delle mitzvot (buone azioni) quando si tratta di promuovere la giustizia sociale e il benessere del prossimo, come pietra angolare del mondo ebraico.

 

  • Critica dell’antisemitismo e dell’odio: Come ebreo, mi schiero fermamente contro l’antisemitismo, condannando qualsiasi forma o manifestazione di odio o pregiudizio contro il popolo ebraico.

 

  • Una posizione politica distinta: Faccio parte di un gruppo di “ebrei sionisti progressisti” che si distinguono sia dagli ebrei di destra (che accuso di sostenere ciecamente i governi israeliani conservatori) sia da settori della sinistra che, a mio avviso, praticano l’antisemitismo sotto le spoglie dell’antisionismo. Difendo la soluzione dei due Stati (Israele e Palestina) basata sull’etica ebraica e sui Diritti Umani.

 

Conclusione: In breve, per me, essere ebreo significa portare un’eredità ricca di valori etici e umanisti, che deve ispirare la lotta per un mondo più giusto e la difesa universale dei Diritti Umani.

 

  1. Cosa penso della coesistenza tra ebrei e arabi, e tra israeliani e arabo-palestinesi

Difendo strenuamente la coesistenza tra ebrei e arabi, e tra israeliani e arabo-palestinesi, come l’unica soluzione giusta e praticabile per il conflitto nella regione. La mia posizione si fonda su principi umanistici, etici e sul diritto internazionale.

 

I punti centrali del mio pensiero sono:

                                                              

  • Una soluzione a “Due Popoli, Due Stati”: Da decenni chiedo una soluzione a due Stati (Israele e Palestina) come unico modo per garantire il diritto all’autodeterminazione di entrambi i popoli. Credo che i palestinesi abbia diritto a uno Stato, proprio come gli israeliani.

 

  • Etica ebraica e Diritti Umani: Per me, riconoscere lo Stato arabo-palestinese è un imperativo dell’“Etica Ebraica e dei Diritti Umani.” Sostengo che l’universalismo intrinseco a entrambi i concetti crei una base naturale per la pace.

 

  • Umanesimo e dialogo: Nei dibattiti e nei saggi, invito a una “prospettiva umanista” sul conflitto e sottolineo che, sebbene l’amarezza sia profonda nella regione, le tradizioni ebraica, cristiana e musulmana offrono i fondamenti etici per la dignità umana e il dialogo.

 

  • Critica dell’estrema destra e dei terroristi: Critico esplicitamente i gruppi di estrema destra che, a mio avviso, non vogliono alcuna coesistenza e pace, sostenendo che debbano lasciare la Cisgiordania e Gaza. Allo stesso identico modo, critico esplicitamente il terrorismo di Hamas e della Jihad Islamica, che affermo non lottare per la pace, ma per lo sterminio totale degli ebrei israeliani.

 

  • Unirsi per la coesistenza: Credo che arabi ed ebrei debbano unirsi, poiché vivere insieme è una “questione di fraternità,” e che la storia brasiliana, con la sua esperienza di convivenza tra questi popoli, possa servire da esempio per la pace.

 

Conclusione: Quindi, guardando il quadro d’insieme, sono un sostenitore di una pace fondata sul mutuo riconoscimento, sull’uguaglianza dei direitos e sulla coesistenza pacifica e sovrana di entrambi i popoli in Terra Santa.

 

Novembre 2025

Giuseppe Pietro Buono Nardellas-Dellova

 

NOTE:

 

  1. Questa prospettiva si allinea direttamente con il quadro universalista dei Diritti Umani, ampliando i principi di dignità e coesistenza internazionale.
  2. Per una trattazione accademica, si veda: NARDELLA DELLOVA, Giuseppe Pietro Buono. Judaísmo e direitos humanos: um estudo das contribuições judaicas na tessitura dos direitos humanos. Tesi di dottorato (Scienze delle Religioni) – PUC-SP, São Paulo, 2021. Esplora le “affinità elettive” e la tradizione ebraica come forza emancipatoria.
  3. Questa posizione attinge alla critica del diritto come strumento di liberazione strutturale, tematica della giurisprudenza libertaria.
  4. Per un’analisi di garanzie costituzionali e coesistenza, si veda: NARDELLA-DELLOVA, Giuseppe Pietro Buono. Direito Civil: Relações Sobre Coisas (Vol. 3). São Paulo: 2024.

 

BIBLIOGRAFIA:

 

  • NARDELLA DELLOVA, G. P. B. Judaísmo e direitos humanos: um estudo das contribuições judaicas na tessitura dos direitos humanos. Tesi di dottorato – PUC-SP, São Paulo, 2021.
  • NARDELLA-DELLOVA, G. P. B. Direito Civil: Relações Sobre Coisas (Volume 3). Edizione dell’Autore, São Paulo, 2024.
  • NARDELLA-DELLOVA, G. P. B. Pierre Proudhon e sua Teoria Crítica do Direito Civil. Edizione Kindle, 2021.
  • NARDELLA-DELLOVA, P. (Org.). Direito, Mito e Sociedade. Edizione Kindle, 2020.